«Il Babelfish è piccolo, giallo, ricorda una sanguisuga ed è forse la cosa più strana dell’universo. Si ciba dell’energia delle onde cerebrali, assorbendo frequenze inconsce ed espellendo una matrice di frequenze consce verso i centri cerebrali del linguaggio. La conseguenza pratica è che se ve ne ficcate uno nell’orecchio, comprenderete istantaneamente qualunque cosa, in qualunque lingua.»
Così Douglas Adams, autore della leggendaria “Guida Galattica per Autostoppisti”, descrive il Pesce di Babele (Babelfish nell’originale), il pesce-interprete simultaneo che lavora con tutte le lingue dell’Universo di cui Arthur Dent e Ford Prefect si servono nei loro viaggi intergalattici sulla navicella di Zaphod Beeblebrox.
Qualcuno di voi però avrà già sentito la parola “Babelfish”. In effetti, è il nome del primo sistema di traduzione automatica gratuito online creato da Systran e Altavista nel 1997, successivamente acquistato da Yahoo per poi essere rilevato da Microsoft e unito al progetto Bing Translator.

Col passare del tempo poi, come in molte altre cose, è stata Google a farla da padrone, con il famigerato Google Translate che, a differenza degli altri sistemi di traduzione automatica come Babel Fish, utilizza un motore statistico che, in alcuni casi, è in grado di dare risultati migliori (tuttavia sempre lontani da traduzioni accettabili, e vedremo perché).

N.B.: E’ bene ricordare che Google Translate è ben diverso da Google Translator Toolkit, visto che il primo è un motore per la Traduzione Automatica, mente il secondo è un vero e proprio CAT tool che supporta memorie di traduzione (.tmx) e database terminologici (in formato .csv).
Ultimamente Microsoft sta mettendo a punto una sorta di interpretazione consecutiva automatica con Skype. Qui vedete un esempio fatto ad hoc:
Il fatto però è che, come ben sappiamo, la traduzione automatica non è in grado di sostituire il traduttore umano. Volete alcuni esempi? Fatevi un giro sulla pagina italiana di alibaba.com
Ma niente batte i video appositamente elaborati dal fumettista e youtuber italiano Simone Albrigi, meglio conosciuto come Sio:
o anche la mitica “Noi siamo i campioni” di Elio e Le Storie Tese:
Per questo motivo a chi mi dice: “Eh ma non credi che ci sarà sempre meno bisogno di interpreti e traduttori?” rispondo “No. Per due motivi: la macchina non è in grado di replicare l’umano ma, anzi, è e sarà uno strumento al servizio del traduttore.
Quindi possiamo stare tranquilli, a meno che, da un lontano pianeta della galassia, arrivi un branco di Babelfish di cui vi ho parlato all’inizio.
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